Immagine: generata da IA

Cosa assorbe e cosa dà energia: la mappa energetica della vostra giornata

  • Non è l’attività a costare energie, ma portarla avanti in un determinato momento.
  • Tre minuti la sera, per una settimana, e da un’emozione nascerà una mappa della vostra giornata.
  • La colonna più importante si chiama „dipende, e cioè“, perché lì si trova la condizione necessaria perché qualcosa funzioni.

27 agosto 2026 · 3 min di lettura

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Il supermercato di mattina non è un problema. Il supermercato alle quattro e un quarto è una catastrofe. È lo stesso supermercato, lo stesso bambino, la stessa lista della spesa. Quello che è cambiato è tutto ciò che è successo tra le sette e mezza e le quattro.

L’errore di pensiero nelle liste energetiche più comuni

Le solite liste suddividono le attività in "assorbono energia" e "danno energia". Per un bambino a scuola, questo porta fuori strada, perché l’effetto non dipende dall’attività in sé, ma dall’orario della giornata e da ciò che è successo prima. Ecco perché questa versione usa una linea temporale.

Quattro righe: mattina fino alla partenza, scuola e attività extrascolastiche, pomeriggio, sera.

Tre colonne: assorbe energia, dipende da..., dà energia.

Il risultato non è una lista di divieti, ma una mappa da cui emerge cosa può essere spostato.

La colonna centrale è la più importante

"Dipende da..." da sola non aiuta. Ecco perché la colonna si chiama "dipende da..., e cioè...". Qui si trova la condizione necessaria perché qualcosa funzioni.

  • Il supermercato va bene se si portano le cuffie.
  • La festa di compleanno va bene se possiamo andare via dopo un’ora e se è stato concordato prima.
  • I compiti vanno bene se prima non c’è stato nulla per quaranta minuti.
  • La visita va bene se il bambino ha uno spazio in cui può ritirarsi.

Questa è l’unica colonna da cui derivano azioni dirette. L’errore più comune? Conoscere la condizione ma non prepararla. Una condizione non pianificata non funziona.

"Spostare invece di evitare. Spesso è tutta la differenza."

Anche la mancanza di stimoli è un fattore scatenante

Quasi tutte le guide parlano solo di sovrastimolazione. Con l’ADHD, anche la sotto-stimolazione è un fattore scatenante: aspettare, tempo morto, un compito che non richiede nulla, un viaggio in auto senza occupazione. Quello che sembra un capriccio o un atteggiamento da monello è spesso la ricerca di uno stimolo. Ecco perché in questo esercizio vanno considerati entrambi gli aspetti.

Le due frasi che devono essere pronte in anticipo

Alla fine della mappa ci sono due frasi, formulate e appese in modo visibile:

  • Se c’è troppo caos, allora… specificare luogo e azione, in modo concreto. Non "allora ci calmiamo".
  • Se c’è troppo poco stimolo, allora… anche qui essere concreti, con qualcosa di effettivamente disponibile.

Perché formulate in anticipo e non come buoni propositi? Perché le frasi "se... allora..." formulate prima vengono messe in pratica in modo molto più affidabile rispetto alle semplici intenzioni. Lo psicologo Peter Gollwitzer lo ha dimostrato in molti ambiti comportamentali. Nel momento del sovraccarico, nessuno cerca più una soluzione. Quella deve già essere appesa al muro.

Per educatori e educatrici

Disegna la giornata scolastica come una linea temporale e segna i picchi di stimolo: arrivo, corridoio, grande pausa, spogliatoio, palestra, pranzo, ogni cambio. Poi poni una sola domanda: cosa di tutto questo può essere spostato? Un controllo delle prestazioni subito dopo la grande pausa e uno prima sono per molti bambini due sfide completamente diverse.

La colonna delle condizioni è utile anche qui, compilata insieme ai genitori. "Va bene con le cuffie" è un’informazione che spesso non arriva mai a scuola, anche se a casa è già nota da tempo.

Come iniziare

Per una settimana, la sera, prendi appunti per tre minuti: una cosa che ha assorbito energia, una che l’ha data. Nient’altro. Poi guarda la mappa e poni una sola domanda: quale attività della colonna di sinistra (ladri di energia) potrebbe essere spostata in un’altra riga, cioè in un altro momento della giornata. All’inizio non serve altro.

Fonti

· Christine Miserandino (2003) · La Spoon Theory come immagine per un budget energetico giornaliero limitato

· Winnie Dunn · Sensory Profile, rilevamento sistematico delle preferenze e dei carichi sensoriali

· Peter M. Gollwitzer (1999) · Implementation Intentions, efficacia dei piani "se... allora..."

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