Foto: Vecteezy

Sfruttare il tempo di attesa per la diagnosi, invece di aspettare passivamente

  • Aspettare da uno a due anni non è affatto raro, ma questo tempo non deve essere tempo perso.
  • Molte cose che aiutano tuo figlio non dipendono da un’etichetta definitiva: adattare la quotidianità, imparare a usare gli strumenti, osservare.
  • Quello che sembrava tempo morto diventa tempo preparato, e questo rende il giorno della valutazione più leggero.

22 giugno 2026 · 4 min di lettura · Continua nell'app

soforthilfeverstehen

Aspettare una data per una valutazione diagnostica spesso richiede molto tempo. È doloroso. Ma questo periodo di attesa non deve essere tempo perso, anzi.

Hai fatto un passo importante: hai chiesto aiuto, hai richiesto un appuntamento, e poi arriva la frase che toglie il fiato: "Il prossimo appuntamento disponibile è tra un anno e mezzo." Sii onesta con te stessa: per una valutazione diagnostica si aspetta spesso molti mesi, non di rado uno o due anni, e in alcuni centri specializzati anche più a lungo. In Austria, purtroppo, aspettare fino a due anni non è raro, e anche in Germania e Svizzera diversi mesi sono la norma.

Non è colpa tua, ma il risultato di un sistema sovraccarico. E questo non significa che fino ad allora non puoi fare nulla. Al contrario: molte cose che aiutano tuo figlio non dipendono da un'etichetta definitiva.

Cosa puoi fare già ora, senza una diagnosi

  • Adattare la quotidianità. Non hai bisogno di una diagnosi per ridurre gli stimoli, rendere le routine visibili o annunciare i cambiamenti. Ciò che aiuta, aiuta già oggi, non tra due anni.
  • Raccogliere osservazioni. Annota per settimane: cosa succede, quando, quanto spesso, in quali situazioni. Questo diario faciliterà enormemente la valutazione successiva, perché il professionista non avrà solo un'istantanea, ma un quadro completo. Allo stesso tempo, scrivere ti aiuterà a dare un senso alle tue sensazioni.
  • Imparare i primi strumenti. Cosa fare in caso di sovraeccitazione, cosa durante un crollo emotivo, cosa nei momenti di transizione. Questi strumenti funzionano subito e indipendentemente dal risultato finale. Con il tempo, acquisirai sempre più sicurezza nel gestire i momenti difficili.
  • Iscriverti a liste d'attesa parallele. Chiedi se puoi già iscriverti a liste d'attesa per terapie, come ergoterapia o logopedia. Molte liste funzionano indipendentemente dalla diagnosi definitiva, così non perderai tempo.
  • Coinvolgere alleati nel tuo ambiente. Un buon colloquio con l'asilo o la scuola può già semplificare la quotidianità prima della diagnosi. Descrivi concretamente cosa aiuta, ad esempio un posto tranquillo o un cambio annunciato.

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