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Foto: Vecteezy

Bullismo e neurodivergenza: diventare forti senza diventare cattivi

  • I bambini neurodivergenti vengono presi in giro molto più spesso, e alcuni reagiscono a un certo punto in modo duro.
  • Dieci passi concreti per genitori e insegnanti: cosa aiuta davvero.
  • Più due strumenti semplici da praticare: diventare forti senza essere cattivi.

1 agosto 2026 · 10 min di lettura · Continua nell'app

schuleverstehenbeziehung

I bambini neurodivergenti subiscono bullismo molto più spesso, e alcuni reagiscono a un certo punto in modo duro. Questo testo non vuole spaventare, ma aiutare concretamente, con passi chiari e due semplici strumenti che tu, come genitore o insegnante, puoi praticare insieme al bambino.

Il bullismo colpisce i bambini neurodivergenti in modo particolare. I bambini autistici, ad esempio, subiscono bullismo due o tre volte più spesso dei loro compagni di classe, e secondo alcuni studi tra il 44% e oltre il 60% riferisce di essere già stato vittima di bullismo. Anche i bambini con ADHD sono coinvolti molto più spesso. Sono numeri seri, ma non sono una condanna. Oltre al problema, è importante sapere cosa funziona davvero, e di questo tratta soprattutto questo testo.

Perché i bambini neurodivergenti sono più colpiti

Il problema non è nel bambino, ma nell’interazione tra il bambino e l’ambiente che lo circonda. I bambini neurodivergenti spesso elaborano i segnali sociali in modo diverso, a volte non si accorgono subito di essere vittime di bullismo o reagiscono in modo visibile quando sono sopraffatti. Proprio queste reazioni visibili vengono spesso provocate intenzionalmente.

Inoltre, un comportamento che si distingue in un contesto poco tollerante può attirare l’attenzione, e questi bambini spesso hanno meno amicizie protettive. In breve: il problema sta nel modo in cui ci si relaziona e nell’ambiente, non nel tuo bambino.

Quando il bambino diventa "cattivo" a sua volta

Molti bambini neurodivergenti non sono solo vittime o solo aggressori, ma entrambi. Gli esperti parlano di vittima-aggressore: un bambino viene ripetutamente preso di mira e, a un certo punto, reagisce in modo così intenso da apparire come l’aggressore. Soprattutto nei casi di ADHD, questa doppia situazione è più frequente. È importante inquadrare il problema: queste esplosioni sono solitamente reattive, non pianificate. Sono una questione di autoregolazione del sistema nervoso, non di carattere.

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In bloomnow leggi l'articolo per intero, insieme agli esercizi che lo accompagnano.

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